Caduta dei capelli: quando preoccuparsi
Pettinarsi e trovare qualche capello impigliato nella spazzola è assolutamente normale. Il ciclo vitale del capello prevede infatti una fase di caduta: ogni persona in salute può arrivare a perderne anche un centinaio al giorno, senza che questo rappresenti un problema. Ogni bulbo pilifero è in grado di produrre circa 20 capelli nell’arco della vita, quindi è fisiologico che alcuni cadano per lasciare spazio a quelli nuovi. Anzi, paradossalmente, chi ha una chioma più folta può perdere più capelli proprio per la maggiore densità.
Perché si perdono i capelli?
La perdita eccessiva di capelli può dipendere da diversi fattori. Uno dei principali è il genere: gli uomini, per motivi ormonali e genetici, sono più soggetti alla calvizie. Anche lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale: il fumo, l’assunzione di alcuni farmaci e le malattie debilitanti possono contribuire all’indebolimento della chioma. La genetica resta uno degli elementi più determinanti: chi ha una predisposizione familiare tende a manifestare il problema anche in giovane età.
Altre cause frequenti sono l’uso di prodotti aggressivi, che infiammano il cuoio capelluto e danneggiano i follicoli, oppure lo stress meccanico dovuto a lavaggi frequenti e spazzolature troppo energiche. Infine, anche i cambi di stagione, in particolare primavera e autunno, possono temporaneamente aumentare il fenomeno.
Cosa fare quando i capelli cadono troppo
Se la caduta dei capelli appare anomala o continua nel tempo, la soluzione migliore è rivolgersi a uno specialista: il tricologo. Questo medico si occupa della salute dei capelli e del cuoio capelluto, e grazie a un’analisi accurata può individuare la causa del problema e proporre le terapie più efficaci.
In commercio esistono diversi rimedi, ma è sempre consigliabile evitare il fai da te. Anche i prodotti acquistabili in farmacia, come oli e lozioni anticaduta, devono essere utilizzati con criterio, possibilmente sotto consiglio medico. Tra i trattamenti più utilizzati ci sono quelli a base di principi attivi come Finasteride e Minoxidil, che agiscono rispettivamente dall’interno e dall’esterno per rinforzare il capello e rallentarne la caduta.
Soluzioni definitive: tra chirurgia e camouflage
In alcuni casi, soprattutto quando la calvizie è avanzata, si può ricorrere al trapianto di capelli. Si tratta di un intervento chirurgico che permette di ripopolare le aree diradate con follicoli prelevati da zone donatrici dello stesso cuoio capelluto. Un’alternativa non invasiva ma più estetica è il tatuaggio del cuoio capelluto, una tecnica che simula la presenza dei capelli nelle zone scoperte, donando un effetto visivo più pieno e uniforme.
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